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Aggiornato al 24/11/2018

Storia, personaggi e aneddoti sul gioco del Blackjack

Ventuno al tavolo rossoL'origine del gioco che è alla base del blackjack rimanda in un'epoca molto lontana, che presumibilmente viene fatta risalire ad un periodo a cavallo tra il 1200 ed il 1300, tempo abbastanza fertile per la diffusione del gioco d'azzardo. Tuttavia non si hanno indicazioni certe, se non fino al 1700, quando si ha la diffusione e l'ufficializzazione del gioco del “ventuno”, che incontrò un notevole successo in Francia, che viene indicata anche come la patria che gli ha dato i natali. Data la somiglianza del 21 francese con il gioco del sette e mezzo italiano, c'è un po di confusione su chi ne ha avuto effettivamente la paternità, ma l'ipotesi francese rimane quella che ha maggiori estimatori. Nonostante l'origine europea, sono stati soprattutto gli Stati Uniti ad aver dato fama a questo gioco. Ed è sempre made in Usa anche il nome che lo ha reso un gioco molto popolare, cioè quello di Blackjack. Infatti, fu un'invenzione americana quella di attribuire un premio speciale a colui che avesse ottenuto il massimo punteggio, di ventuno appunto, tramite il jack di picche e l'asso di picche. Il bonus era così attraente (con un moltiplicatore sulla vincita pari a 10 volte) che ci fu una grande affluenza di giocatori che tentavano la sorte. L'esempio offerto da questa iniziativa è stato ripreso anche successivamente, incentivando un processo di “personalizzazione” di alcune regole ed altri aspetti del gioco, non solo nei differenti Paesi, ma anche in realtà territoriali abbastanza vicine. Quello che è rimasto unico, oltre alle regole di base, è stato comunque il nome di Blackjack.

La popolarità negli Stati Uniti, dove c'erano i principali e più numerosi appassionati subì un brusco arresto a causa della dichiarazione di illegalità del gioco d'azzardo. Un veto che fu sollevato solo quando il Nevada decise di rendere il gioco legale nei casinò di Las Vegas (ma si era giunti ormai alla soglia della seconda guerra mondiale dopo oltre un secolo di divieto). La lunga inattività non aveva però spento il fascino del Blackjack, che meglio di altri giochi si adattava allo studio di sistemi e strategie destinate a governare la fortuna. Non a caso ci sono stati numerosi giocatori, o anche semplicemente estimatori, che sono passati alla storia del gioco del blackjack, proprio per l'impegno impiegato nel creare sistemi vincenti e per le grandi vincite realizzate.

Tra i pionieri dello studio del Blackjack con un approccio statistico va ricordato Roger Baldwin, che con i suoi collaboratori, arrivò a redigere una prima guida sul gioco, con il nome di "Strategia ottimale nel blackjack". Un altro tentativo, questa volta con approccio pratico ma sistemico, di piegare il favore della fortuna dalla propria parte, fu quello condotto dalla “squadra” del conteggio delle carte, ideata da Ken Uston (anni '70), che vinse insieme ai suoi compagni milioni di dollari. Huston si guadagnò velocemente la fama di giocatore che 'contava le carte' venendo bandito dai casinò in cui mano a mano vinceva. Il giocatore di New York fece causa a diversi casinò, vincendole, dal momento che il contare le carte non è illegale e non può portare ad un divieto di accesso, ma i casinò trovarono spesso altri sistemi per ostacolarlo.

Ma il vero re del conteggio delle carte fu Stu Ungar, conosciuto soprattutto dagli appassionati del poker, in quanto fu l'unico in grado di vincere ben tre Main Event WSOP. Il suo altissimo quoziente intellettivo e la capacità di poter memorizzare le carte di ben sei mazzi da blackjack gli permisero di mettere a frutto le sue doti anche in questo gioco. Ungar non fece mai mistero del fatto che il suo segreto fosse riconducibile alle sue capacità intellettive, che passavano comunque per il poco gradito conteggio delle carte, al punto da sfidare un proprietario di un casinò di Las Vegas (Bob Stupack) in una scommessa con un premio di 10 mila dollari: Ungar doveva contare le carte di 6 mazzi, e riuscire ad indovinare le ultime tre. Ovviamente, vinse la sfida, ma ciò lo mise ancor di più sotto una luce negativa per i casinò, fino a quando non fu allontanato e condannato a pagare una multa di 500 dollari per aver barato.

Ungar non ammise mai di aver 'truffato' il casinò, cosa che di fatto non aveva mai fatto, e per mantenere integro il suo nome di giocatore intentò una causa al casinò, che vinse con il salato conto di 50 mila dollari di spese tra quelle legali e quelle degli spostamenti. Da segnalare per gli appassionati alcuni interessanti trattati sul gioco del blackjack, tra i quali, il più famoso è il "Beat the Dealer", di Thorp (additato come l'Einstein del Blackjack) che, a sua volta, fu successivamente revisionato e perfezionato dallo stesso Thorp in collaborazione con un programmatore dell'IBM affascinato dalle teorie e studi sul blackjack, Julian Braun.